{"id":4315,"date":"2014-07-22T15:35:26","date_gmt":"2014-07-22T13:35:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/?p=4315"},"modified":"2014-07-23T16:22:42","modified_gmt":"2014-07-23T14:22:42","slug":"gogna-vista-dalla-procura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/gogna-vista-dalla-procura-2\/","title":{"rendered":"La gogna vista dalla procura (2)"},"content":{"rendered":"<p>Seconda parte dell&#8217;intervista al magistrato Piero Tony ( da &#8221; Il Foglio &#8221; di sabato 19 luglio 2014 ) . Buona lettura &#8230;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVede, non so come dire, io faccio questo mestiere da molti anni, ho lavorato nelle procure pi\u00f9 importanti d\u2019Italia, con i poliziotti pi\u00f9 importanti d\u2019Italia, con i magistrati pi\u00f9 importanti d\u2019Italia e gi\u00e0 negli anni Settanta mi ero accorto che c\u2019era qualcosa che non funzionava. Qualcosa di distorto, per certi versi inevitabile, che riguarda il tema della custodia cautelare. La verit\u00e0 \u00e8 questa: \u00e8 dagli anni Settanta che i magistrati vivono con il cautelare, lo usano in modo discrezionale, con molti eccessi, e lo usano come se fosse un modo per determinare la certezza della pena. Il ragionamento \u00e8 logico: non so come andr\u00e0 a finire questo processo ma per far s\u00ec che il mio indagato possa avere una punizione intanto lo metto dentro. Non \u00e8 sempre cos\u00ec, ovvio, ma la storia ci insegna che questo metodo \u00e8 andato a peggiorare nel corso del tempo con l\u2019affermazione di quello che potrei definire senza problemi il processo mediatico. E oggi, quando si parla di processo passato in giudicato, si intende sostanzialmente questo: una misura cautelare amplificata dal processo portato avanti dalla stampa. Il giudicato, anche grazie al fatto che ci sono spesso magistrati che portano avanti processi che sanno gi\u00e0 in partenza che cadranno in prescrizione, coincide ormai con la pena generata dalla gogna mediatica. Ed essendo diventato il processo mediatico una costola del processo tradizionale \u00e8 ovvio che esistano molti magistrati che giocano spesso con gli amici giornalisti per amplificare gli effetti generati dal processo\u201d. Il magistrato riprende fiato, tira fuori da un cassetto il suo codice di Procedura penale, sfoglia rapidamente alcune pagine, arriva all\u2019articolo numero 358 e improvvisamente, quasi colto da un lampo, ce lo legge \u2013 vedremo perch\u00e9. Articolo numero 358, Titolo V, Attivit\u00e0 di indagine del pubblico ministero. \u201cIl pubblico ministero compie ogni attivit\u00e0 necessaria ai fini indicati nell\u2019articolo 358 e svolge altres\u00ec accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini\u201d. Dice Tony: \u201cLei ha presente Karl Popper?\u201d. Pi\u00f9 o meno. Bene. Popper diceva che qualsiasi teoria, per essere scientifica, deve essere falsificabile. Il che significa che dalle sue premesse di base devono poter essere deducibili le condizioni di un esperimento che la possa dimostrare integralmente falsa alla prova dei fatti. Il magistrato, secondo me, dovrebbe comportarsi allo stesso modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovrebbe raccogliere non solo il materiale utile a dimostrare una tesi, la sua tesi, ma anche quello utile a dimostrare il contrario. Non lo dice Piero Tony lo dice il codice di procedura penale. E invece no. Troppo spesso si va avanti a forza di gomitate, di forzature, e spesso succede che un magistrato si innamori cos\u00ec tanto del suo teorema da non voler accorgersi di tutti gli elementi che quel teorema lo contraddicono. E da questo punto di vista le intercettazioni, il modo in cui sono state utilizzate in questi anni, il modo in cui sono diventate un ingrediente importante del processo mediatico, hanno svolto un ruolo chiave nel rafforzare i teoremi dei magistrati, facendogli perdere qualche volta contatto con la realt\u00e0\u201d. Piero Tony fa qualche esempio. \u201cL\u2019eccessiva disinvoltura con cui vengono inserite le intercettazioni nei fascicoli \u00e8 spesso l\u2019indice di una difficolt\u00e0 con cui gli inquirenti gestiscono un\u2019indagine. Esistono naturalmente casi in cui le intercettazioni costituiscono un elemento imprescindibile di un\u2019indagine ma esistono anche casi in cui le intercettazioni vengono utilizzate in eccesso per ragioni mi verrebbe da dire di pigrizia. Come un surrogato di altre tecniche, di altre modalit\u00e0 investigative. Penso agli appostamenti, per dire, ma si potrebbero fare decine di altri esempi. Ci\u00f2 che in questi anni mi ha stupito in maniera negativa, e che per fortuna nella mia procura non si \u00e8 mai verificato, \u00e8 il modo francamente assurdo con cui agiscono alcuni giudici e alcuni magistrati. E\u2019 il metodo copia-incolla. Tu ricevi dodicimila pagine di intercettazioni, le inserisci nella richiesta di custodia cautelare, poi te le ritrovi nell\u2019ordinanza del gip e anche se alcune intercettazioni non hanno alcun rilievo penale hai la certezza che grazie al metodo copia-incolla rimarr\u00e0 tutto l\u00ec. A ingrossare il fascicolo e a regalare qualche ottimo bign\u00e8 ai giornalisti\u201d. Slurp. \u201cSento dire spesso ai vari governi che si sono alternati in questi anni che servirebbe un\u2019udienza filtro per scegliere insieme con le parti le intercettazioni che andrebbero utilizzate e quelle che invece non andrebbero selezionate, e mi viene da sorridere: perch\u00e9 l\u2019udienza filtro, che in realt\u00e0 si chiama udienza stralcio, esiste gi\u00e0 oggi, \u00e8 prevista dal codice di Procedura penale, servirebbe a tutelare le persone terze non indagate e a salvaguardare la privacy degli indagati. Il problema \u00e8 che nessuno rispetta questa regola e tutti fanno pi\u00f9 o meno come diavolo gli pare. Eppure \u2013 dice Piero Tony mostrando al cronista un foglio di carta \u2013 basterebbe cos\u00ec poco e basterebbe solo volerlo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il foglio di carta in formato A4 poggiato in mezzo ad alcune scartoffie accatastate lungo i bordi del tavolo dello studio del procuratore capo \u00e8 il regolamento interno, o meglio, \u201cil progetto organizzativo\u201d, presentato ai colleghi da Piero Tony pochi giorni dopo il suo arrivo a Prato. Tony ci mostra un punto. E\u2019 il numero tredici, comma cinque: \u201cIl risultato delle intercettazioni telefoniche e ambientali deve essere utilizzato in ogni atto processuale compresa la richiesta di misure cautelari, al fine di tutelare la privacy sia delle persone estranee che degli stessi indagati, con la mera indicazione delle fonti intercettate nonch\u00e9 del sintetico contenuto di quel risultato, quest\u2019ultimo nelle sole parti conferenti alle indagini ed evitando quanto possibile ogni inserimento testuale delle relative trascrizioni\u201d. Basterebbe poco, dice Piero Tony, eppure molte procure vivono in un regime di dubbia legalit\u00e0. Dovrebbero inserire nei fascicoli solo i riassunti ma in realt\u00e0 inseriscono tutto quello che non dovrebbero inserire. Effetto bign\u00e8. Chiede il cronista: ma questa grande discrezionalit\u00e0 di cui possono godere gli inquirenti sommata all\u2019estrema politicizzazione della magistratura non rischia di creare un mix pericoloso per il sistema giudiziario? Tony ci offre un altro sorriso e prosegue il suo ragionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>\u201cBisogna riconoscere che negli anni ai magistrati sono stati assegnati diversi strumenti con i quali hanno avuto la possibilit\u00e0 di operare con grande discrezionalit\u00e0. Non penso solo alle intercettazioni \u2013 perch\u00e9 \u00e8 ovvio che un magistrato o un giudice che non ama particolarmente un indagato o un imputato sar\u00e0 pi\u00f9 portato a inserire nel fascicolo molti di quei bign\u00e8 che non hanno alcun rilievo penale ma che piacendo molto ai giornalisti rappresentano oggettivamente un supporto necessario per portare avanti un processo \u2013 ma penso anche a strumenti e a tipologie di reati discutibili come per esempio il concorso esterno (tipologia di reato che non esiste nella legge, che \u00e8 di fatto una creazione giurisprudenziale, che \u00e8 stata pi\u00f9 volte contestata dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione, e che da trent\u2019anni avrebbe bisogno quantomeno di un intervento<\/strong> <strong>legislativo).<\/strong> L\u2019Italia \u00e8 ricca di tipologie di reato che permettono di inquadrare un reato senza che sia necessario portare grandi prove provate. E\u2019 cos\u00ec, c\u2019\u00e8 poco da fare, e per quanto mi riguarda posso dire che la mancanza di tipicit\u00e0 nella giustizia \u00e8 davvero parente stretta di mancanza di legalit\u00e0. Il libero convincimento del giudice \u2013 prosegue \u2013 \u00e8 un principio sacrosanto ma per convincere il giudice servono fatti, non chiacchiere o motivazioni apparenti\u201d. Pausa. \u201cAnche la storia dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale \u00e8 una simpatica barzelletta, un giochino da salotto. Ci sono delle scelte prioritarie. La macchina giustizia non riesce ad affrontare milioni di processi. Deve sempre scegliere, in teoria, quali dovrebbe consegnare alla prescrizione e quali invece no. L\u2019obbligatoriet\u00e0 non esiste. Il magistrato, in un modo o in un altro, sceglie sempre di privilegiare una cosa rispetto all\u2019altra. Non c\u2019\u00e8 un meccanismo automatico che costringe un pm a portare avanti un\u2019indagine se riceve una denuncia o una querela. C\u2019\u00e8 sempre una discrezionalit\u00e0. Da un certo punto di vista ci deve essere. Perch\u00e9 bisogna approfondire e bisogna valutare se si tratta di una cazzata o di una cosa seria. L\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale \u00e8 diventata una favola. E purtroppo, quando un magistrato \u00e8 politicizzato, pu\u00f2 utilizzare questo strumento anche in maniera anomala. Discutibile, diciamo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0E la politica? Piero Tony si illumina, poggia le mani sul tavolo come a voler fare stretching con le braccia, si prepara, si carica, e parte in quarta. \u201cE\u2019 una tautologia dire che la magistratura sia politicizzata. Non si tratta di un\u2019opinione ma si tratta di un dato di fatto. Esistono le correnti. Esistono i magistrati che professano in tutti i modi il loro credo politico. Esistono grandi istituzioni, come il Csm, dove si fa carriera soprattutto per meriti politici. E francamente non riesco a criticare fino in fondo chi sostiene che con una magistratura politicizzata ci sia sempre il rischio che le sentenze abbiano una venatura politica. Per questo, e lo dico da associato, da uno che paga da pi\u00f9 di trent\u2019anni la sua quota annuale a Md, dico che le correnti, per la magistratura, tendono a essere un male. Un dramma. E in tutto questo noto un elemento di grande contraddizione. Viene quasi da sorridere. Per quale ragione un magistrato non pu\u00f2 essere iscritto a un partito e pu\u00f2 invece far parte di un prodotto del pantografo, ovvero di una corrente, che di fatto \u00e8 configurata come un partito? Perch\u00e9 ci prendiamo in giro cos\u00ec?\u201d.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a022 luglio 2014 &#8211; Erin B. &#8211;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n\t<div class=\"quickshare-container\">\r\n\t<ul class=\"quickshare-text qs-genericons quickshare-small\">\r\n\t\t<li class=\"quickshare-share\">Condividi :<\/li> \r\n\t\t<li><a href=\"https:\/\/facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgogna-vista-dalla-procura-2%2F&amp;t=La+gogna+vista+dalla+procura+%282%29+<+Ventimigliablog\" target=\"_blank\" title=\"Share on Facebook\"><span class=\"quickshare-facebook\">Facebook<\/span><\/a><\/li>\t\t<li><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgogna-vista-dalla-procura-2%2F&amp;text=La+gogna+vista+dalla+procura+%282%29+<+Ventimigliablog\" target=\"_blank\" title=\"Share on Twitter\"><span class=\"quickshare-twitter\">Twitter<\/span><\/a><\/li>\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"https:\/\/plus.google.com\/share?url=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgogna-vista-dalla-procura-2%2F\" target=\"_blank\" title=\"Share on Google+\"><span class=\"quickshare-googleplus\">Google+<\/span><\/a><\/li>\t\t\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"mailto:?subject=Ventimigliablog:+La+gogna+vista+dalla+procura+%282%29&amp;body=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgogna-vista-dalla-procura-2%2F\" target=\"_blank\" title=\"Share via Email\"><span class=\"quickshare-email\">Email<\/span><\/a><\/li>\t<\/ul>\r\n\t<\/div>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda parte dell&#8217;intervista al magistrato Piero Tony ( da &#8221; Il Foglio &#8221; di sabato 19 luglio 2014 ) . 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