{"id":5215,"date":"2015-11-12T17:11:43","date_gmt":"2015-11-12T16:11:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/?p=5215"},"modified":"2015-11-14T17:20:40","modified_gmt":"2015-11-14T16:20:40","slug":"i-soldi-del-pcus-e-gli-omicidi-falcone-e-borsellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/i-soldi-del-pcus-e-gli-omicidi-falcone-e-borsellino\/","title":{"rendered":"I soldi del Pcus e gli omicidi Falcone e Borsellino"},"content":{"rendered":"<p>Pubblico e molto modestamente suggerisco attenta lettura di quanto riportato . Beatrice M.<\/p>\n<p>&#8220;Un libro torna sull&#8217;indagine che il magistrato ucciso a Capaci stava svolgendo sul denaro che da Mosca arrivava al Pci. Dell&#8217;inchiesta non si parlo pi\u00f9&#8221;.<br \/>\nIl Giornale 12 novembre 2015 &#8211; Paolo Guzzanti &#8211;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u00abChi ha ammazzato il povero Ivan?\u00bb, titolava un giornale russo dando la notizia della strage di Capaci e della morte di Giovanni (Ivan in russo) Falcone avvenuta il 23 maggio del 1992.\u00abChi ha ammazzato il povero Ivan\u00bb \u00e8 il verso di una filastrocca popolare russa simile a \u00abMaramao perch\u00e9 sei morto?\u00bb. Il significato era ironico: tutti avevano capito chi ha ammazzato il povero Ivan. E perch\u00e9. Giovanni Falcone era molto popolare presso l&#8217;opinione pubblica russa ancora stordita dalla fine della dittatura comunista e dell&#8217;Unione Sovietica. Lo era diventato ancora di pi\u00f9 quando aveva stretto un rapporto di ferro con il procuratore generale russo Valentin Stepankov. \u00abIvan\u00bb era cos\u00ec diventato per i russi non soltanto l&#8217;alleato, ma anche il maestro di Stepankov, autore del libro Il viaggio di Falcone a Mosca con Francesco Bigazzi (Mondadori, pagg. 156, euro 20) e gi\u00e0 recensito su queste colonne da Dario Fertilio il 28 ottobre scorso.<br \/>\nIl viaggio di Falcone a Mosca non ebbe mai luogo: la strage avvenne poche settimane prima della data concordata. Si realizzava cos\u00ec la cinica massima di Stalin: \u00abDove c&#8217;\u00e8 uomo, c&#8217;\u00e8 problema. Niente pi\u00f9 uomo, niente pi\u00f9 problema\u00bb. Quando fu ucciso, Falcone non aveva pi\u00f9 poteri da procuratore, confinato dietro la scrivania di Direttore degli affari penali in via Arenula a Roma.<br \/>\nFrancesco Cossiga mi raccont\u00f2 che l&#8217;ambasciatore russo Anatolij Adamiscin era venuto a trovarlo agitatissimo. \u00abSi pu\u00f2 sapere a che gioco giocano gli italiani? Perch\u00e9 nessuno interviene?\u00bb.<br \/>\nIl presidente della Repubblica apprese cos\u00ec da Adamiscin che fra il 1991 e l&#8217;inizio del 1992, la Repubblica Russa ex Sovietica era stata dissanguata dall&#8217;esportazione del tesoro del Pcus, dei fondi segreti del Kgb e di molti patrimoni occulti della nomenklatura sovietica. \u00abAdamiscin disse Cossiga parl\u00f2 della pi\u00f9 devastante operazione criminale-finanziaria di tutti i tempi\u00bb. Secondo l&#8217;ambasciatore, il tesoro di Mosca era stato fatto affluire in Italia attraverso canali finanziari gi\u00e0 usati per il trasferimento di \u00abaiuti ai partiti fratelli\u00bb e alle loro aziende.<br \/>\nCossiga parl\u00f2 con il presidente del Consiglio Giulio Andreotti, che era allora in corsa per il Quirinale, bench\u00e9 l&#8217;assassinio del suo proconsole siciliano Salvo Lima, il 12 marzo di quell&#8217;anno, l&#8217;avesse ormai azzoppato. Andreotti rispose: \u00abS\u00ec, bisogna fare qualcosa. Ma non sono io la persona adatta: se tiro in ballo il Pcus e il Kgb potrei solo irritare i comunisti, mentre i loro voti mi sono indispensabili. Ho un&#8217;idea: chiama Giovanni Falcone e chiedigli di dare una mano con discrezione. Gli fornir\u00f2 la copertura diplomatica\u00bb.<br \/>\nCossiga convoc\u00f2 cos\u00ec il giudice e gli fece la proposta che, se non era indecente, era almeno stravagante, visto che Falcone non aveva pi\u00f9 il potere giudiziario di indagare: \u00abDobbiamo far capire ai russi che prendiamo sul serio il problema. Sono sicuri che dietro il trasferimento di fondi ci siano entit\u00e0 potenti che vanno oltre la vecchia filiera dei finanziamenti del Pcus al Pci\u00bb. Falcone accett\u00f2 e si gett\u00f2 a capofitto nell&#8217;inchiesta che aveva a un capolinea Mosca e all&#8217;altro Palermo e Roma. Cerc\u00f2 Stepankov, che lo raggiunse a Roma. I due si piacquero molto. Claudio Martelli, che era stato ministro di Grazia e giustizia all&#8217;epoca della strage di Capaci, alla presentazione del libro Oro da Mosca di Valerio Riva e Francesco Bigazzi (Mondadori, 1999) &#8211; cui parteciparono lo stesso Valentin Stepankov e Giulio Andreotti &#8211; rievoc\u00f2 lo stato d&#8217;animo di Falcone: \u00abUn giorno venne in ufficio da me. Era molto eccitato perch\u00e9 aveva avuto un&#8217;eccellente impressione di Stepankov (un uomo di prim&#8217;ordine) e poi per la materia evidentemente incandescente di cui si stava occupando\u00bb. \u00abIncandescente\u00bb \u00e8 un aggettivo appropriato.<br \/>\nTre giorni dopo Capaci, il quotidiano russo Izvestia (Notizie, gi\u00e0 organo dei soviet dal 1917) pubblic\u00f2 un articolo subito ripreso dal Corriere della Sera in cui si leggeva che \u00abl&#8217;omicidio del magistrato \u00e8 probabilmente connesso con quel che avviene in Russia, visto che era stato incaricato di coordinare le indagini sul riciclaggio dei fondi del Pcus in Italia, su invito dell&#8217;ex presidente Cossiga\u00bb. Falcone, scriveva Izvestia, \u00ablavorava in coordinazione con la brigata speciale che si occupa della medesima indagine a Mosca sui fondi trafugati dal Pcus e portati all&#8217;estero prima del crollo del regime comunista\u00bb. L&#8217;Italia, secondo Izvestia, \u00abfaceva parte del ristretto numero di Paesi in cui i soldi del partito e dello Stato sovietico scorrevano a fiumi: solo negli anni Settanta, sei milioni di dollari erano stati trasferiti annualmente dal Politburo come aiuto fraterno. La cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che i soldi del partito e dello Stato fossero pompati nelle strutture occulte italiane. L&#8217;Italia non \u00e8 stata scelta a caso, visti gli investimenti del Partito comunista, le strutture della mafia molto sviluppate, la posizione di forza dei comunisti locali, i solidi contatti stabiliti da tempo: tutto ci\u00f2 prometteva grandi profitti agli investitori. Gi\u00e0 alla fine del 1991 il procuratore generale della Russia, Valentin Stepankov, aveva incontrato Falcone a Roma. E da allora i due si scrivevano costantemente, concordavano incontri di persona e pianificavano azioni comuni dei giudici italiani e russi&#8230;\u00bb. Nello stesso articolo si sostiene che i miliardi trafugati e portati in Italia potessero essere riciclati soprattutto attraverso canali mafiosi. Dir\u00e0 nel 1999 Stepankov alla presentazione del libro Oro da Mosca: \u00abHo avuto due incontri con Falcone. Gli ho raccontato dei metodi utilizzati per il trasferimento dei soldi in Italia e lui mi rispose che il presidente della Repubblica gli aveva chiesto di scoprire che fine facevano questi soldi. Quando sono tornato in Russia, lo invitai ufficialmente, ma dopo il telegramma di conferma, abbiamo saputo della sua tragica morte\u00bb.<br \/>\nLa divisione dei compiti fra Stepankov e Falcone era chiara: il primo si occupava di indagare su quel che succedeva alla valuta in uscita e Falcone cercava i punti d&#8217;arrivo.Lo shock che invest\u00ec il Parlamento italiano per la strage di Capaci produsse l&#8217;elezione accelerata di un presidente istituzionale, Oscar Luigi Scalfaro. Andreotti si era dimesso e gli era succeduto al governo Giuliano Amato, il quale, partecipando il 28 luglio alla trasmissione di Alberto La Volpe Lezioni di mafia, disse: \u00abUna cosa \u00e8 certa: Cosa Nostra non \u00e8 soltanto italiana\u00bb. E poi: \u00abNon c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 bisogno di infiltrare il Kgb, che forse infiltrava noi. Dobbiamo usare l&#8217;intelligence per avere pi\u00f9 occhi ed orecchie dentro la mafia\u00bb.<br \/>\nPaolo Cirino Pomicino pubblic\u00f2 nel 2000 il libro Strettamente Riservato (Mondadori) in cui scrisse: \u00abGiovanni Falcone avrebbe dovuto incontrare a Mosca il procuratore Valentin Stepankov, che indagava sull&#8217;uscita dalla Russia di somme ingenti di denaro nelle disponibilit\u00e0 del Pcus. Stepankov ha detto che dopo la morte di Falcone, nessuno gli ha mai pi\u00f9 chiesto nulla. Come mai Falcone svolgeva indagini non pi\u00f9 di sua competenza? Tutte le conoscenze che Falcone aveva sui flussi di denaro sporco passarono allora a Paolo Borsellino che, a sua volta, secondo l&#8217;annuncio dato da Scotti e Martelli in tv, avrebbe dovuto assumere la guida della Procura nazionale antimafia. Fu la sua condanna a morte. Due mesi dopo Borsellino salt\u00f2 in aria alla stessa maniera di Falcone\u00bb.<br \/>\nVincenzo Scotti era allora ministro dell&#8217;Interno. Il 18 giugno del 1992 (lo rifer\u00ec la Repubblica) disse ai corrispondenti della stampa estera: \u00abLa decisione di uccidere Giovanni Falcone e l&#8217;organizzazione dell&#8217;attentato non sono stati soltanto opera della mafia siciliana\u00bb. Il direttore dell&#8217;agenzia spagnola Efe, Nemesio Rodriguez, scrisse una lunga nota in cui riferiva che il ministro degli Interni italiano \u00absi \u00e8 detto convinto che l&#8217;assassinio di Falcone va molto al di l\u00e0 dei confini nazionali&#8230;\u00bb. E poi: \u00abLa mafia non pu\u00f2 essere considerata soltanto un problema italiano. \u00c8 invece un problema internazionale perch\u00e9 internazionali sono i rapporti di Cosa Nostra, internazionali i suoi interessi e complicit\u00e0, su scala internazionale le sue operazioni di riciclaggio\u00bb.<br \/>\nLo storico Giancarlo Lehner, che \u00e8 stato per anni mio compagno di banco alla Camera, mi raccont\u00f2 un retroscena che definire inquietante \u00e8 poco. Mi disse di aver progettato un libro sulla morte di Falcone e che la notizia era stata pubblicata da un settimanale. Giulio Andreotti gli telefon\u00f2: \u00abMi venga a trovare. Forse posso fornirle dei documenti\u00bb. Lehner and\u00f2 nello studio di piazza San Lorenzo in Lucina ed Andreotti gli disse di aver personalmente fornito a Falcone la copertura diplomatica per lavorare con Stepankov e la sua squadra di investigatori sul riciclaggio del tesoro sovietico in Italia: \u00abAl ministero degli Esteri ci sono tutti i dispacci che davano la necessaria copertura diplomatica a Falcone. Posso farglieli avere come prova documentale di quel che cerca\u00bb. Lehner ringrazi\u00f2 e attese. Ma Andreotti lo chiam\u00f2 di nuovo nel suo studio: \u00abSe posso darle un consiglio, lasci perdere il suo libro sulla morte di Falcone\u00bb.Lehner era sbalordito. Andreotti spieg\u00f2: \u00abAlla Farnesina, dove non si \u00e8 mai perso neanche un francobollo, mi hanno detto che i documenti della missione di Falcone non si trovano pi\u00f9. \u00c8 impossibile. Devo concludere che sono stati eliminati da una entit\u00e0 pi\u00f9 forte di noi\u00bb. Di questa vicenda parlammo insieme un giorno alla Camera Lehner, Andreotti ed io. Andreotti conferm\u00f2 con il suo sorriso enigmatico di chi preferirebbe cambiare discorso.Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso disse il 27 ottobre 2009, davanti alla Commissione Antimafia: \u00abResta il sospetto che l&#8217;attentato non sia stato opera solo di Cosa nostra\u00bb.Morto Falcone e ucciso Paolo Borsellino, che aveva ereditato l&#8217;inchiesta del suo amico, tutto si ferm\u00f2. La memoria di quel che era successo fu rapidamente resettata e oggi pochi ricordano questi fatti. Nessuno ha scoperto, o voluto scoprire, a quanto ammontasse il tesoro sovietico arrivato in Italia e che molto probabilmente modific\u00f2 la storia del nostro Paese. Stepankov ha confermato che l&#8217;inchiesta avviata con grande slancio fu abbandonata. Divent\u00f2 obbligatorio da allora negare che la morte di Falcone e Borsellino fosse probabilmente collegata alla storia del tesoro russo inghiottito in Italia.<br \/>\nFu cos\u00ec scelta, per dare un senso alle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio, eseguite con una regia e con strumenti che non appartengono all&#8217;identit\u00e0 della mafia siciliana, la sacra versione semi-teologica di una mafia che si comporta come un anti-Stato e che quindi colpisce i \u00absimboli\u00bb dello Stato, cosa che la mafia non si \u00e8 mai sognata di fare.<br \/>\nResta dunque aperta la questione: chi ha deciso la morte del povero Ivan e poi di Paolo Borsellino, la cui agenda rossa spar\u00ec dalla scena del delitto?<br \/>\nPaolo Guzzanti<\/p>\n\t<div class=\"quickshare-container\">\r\n\t<ul class=\"quickshare-text qs-genericons quickshare-small\">\r\n\t\t<li class=\"quickshare-share\">Condividi :<\/li> \r\n\t\t<li><a href=\"https:\/\/facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fi-soldi-del-pcus-e-gli-omicidi-falcone-e-borsellino%2F&amp;t=I+soldi+del+Pcus+e+gli+omicidi+Falcone+e+Borsellino+<+Ventimigliablog\" target=\"_blank\" title=\"Share on Facebook\"><span class=\"quickshare-facebook\">Facebook<\/span><\/a><\/li>\t\t<li><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fi-soldi-del-pcus-e-gli-omicidi-falcone-e-borsellino%2F&amp;text=I+soldi+del+Pcus+e+gli+omicidi+Falcone+e+Borsellino+<+Ventimigliablog\" target=\"_blank\" title=\"Share on Twitter\"><span class=\"quickshare-twitter\">Twitter<\/span><\/a><\/li>\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"https:\/\/plus.google.com\/share?url=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fi-soldi-del-pcus-e-gli-omicidi-falcone-e-borsellino%2F\" target=\"_blank\" title=\"Share on Google+\"><span class=\"quickshare-googleplus\">Google+<\/span><\/a><\/li>\t\t\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"mailto:?subject=Ventimigliablog:+I+soldi+del+Pcus+e+gli+omicidi+Falcone+e+Borsellino&amp;body=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fi-soldi-del-pcus-e-gli-omicidi-falcone-e-borsellino%2F\" target=\"_blank\" title=\"Share via Email\"><span class=\"quickshare-email\">Email<\/span><\/a><\/li>\t<\/ul>\r\n\t<\/div>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico e molto modestamente suggerisco attenta lettura di quanto riportato . 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