{"id":5254,"date":"2015-12-16T18:55:57","date_gmt":"2015-12-16T17:55:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/?p=5254"},"modified":"2016-01-04T17:48:03","modified_gmt":"2016-01-04T16:48:03","slug":"gli-italiani-e-il-principato-di-monacomiti-e-realta-di-una-storia-ignorata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/gli-italiani-e-il-principato-di-monacomiti-e-realta-di-una-storia-ignorata\/","title":{"rendered":"Gli italiani e il Principato di Monaco:miti e realt\u00e0 di una storia ignorata"},"content":{"rendered":"<p>Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questo testo\u00a0di Mauro Marabini, imprenditore ed editore italiano,\u00a0pubblicato nel Rapporto &#8220;Italiani nel Mondo 2015&#8221;, il\u00a014 dicembre 2015.<\/p>\n<p>Segnaliamo inoltre la notevole bibliografia posta a pie&#8217; pagina in conclusione del testo pubblicato. Buona lettura . Lo Staff di Ventimigliablog.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nSono ormai innumerevoli gli studi sull\u2019emigrazione italiana del passato e del presente ma, tra tante ricerche, indagini e pubblicazioni, \u00e8 raro trovare uno studio che abbia come oggetto la presenza degli italiani nel Principato di Monaco. La cosa sorprende perch\u00e9 si tratta invece di una emigrazione importante per diversi motivi e caratteristiche.<br \/>\nLo Stato monegasco, prima Signoria feudale e poi Principato dal 1641, ha origini antichissime. Fu fondato, nel 1297, da una famiglia di ghibellini genovesi che tuttora lo governa e fino al 1860 includeva anche Mentone e Roccabruna. Si trattava di una piccola entit\u00e0 sovrana, che, pur protetta da una potenza straniera, la Francia, si inseriva nell&#8217;insieme degli Stati italiani, enclave nel regno di Sardegna fino a quando la Contea di Nizza venne annessa all&#8217;Impero dei Francesi (1860). Di questo parlano i libri di storia e al Principato di Monaco \u00e8 riservato lo spazio che gli spetta, naturalmente nelle dovute proporzioni.<br \/>\nOggi il Principato di Monaco \u00e8 uno Stato prospero di quasi 37 mila abitanti in una superficie di 202 ettari, incuneato nel dipartimento francese delle Alpi Marittime (capoluogo Nizza) a 12 chilometri dal confine italiano.<br \/>\nIl potere politico ed istituzionale \u00e8 esercitato da una famiglia di principi regnanti, sempre la stessa dal 1297, che assicura benessere ai sudditi . Si parla spesso, infatti, di principi e principesse, di matrimoni e di nascite, di amori, di feste, di auto da corsa, di barche lussuose. Vi sono pure gli eredi al trono, Jaques e Gabriella, gemellini venuti alla luce negli ultimi giorni del 2014; sono stati presentati al popolo monegasco dal padre, Alberto II, e dalla madre, principessa Charlene, con grande solennit\u00e0 il 7 gennaio 2015. L\u2019evento \u00e8 per\u00f2 passato in ombra a causa del contemporaneo attacco terroristico subito dalla capitale francese contro la redazione di Charlie Hebdo.<br \/>\nIl clima nel Principato di Monaco \u00e8 dolce, bel tempo quasi tutto l&#8217;anno, atmosfera piacevole, localit\u00e0 amena, tanto mare, fisco leggero, burocrazia efficiente, polizia onnipresente dal volto umano, massima sicurezza per tutti, tolleranza zero per chi non rispetta le regole, soprattutto per chi parcheggia fuori dalle strisce .<br \/>\nMonaco \u00e8 pertanto il luogo in cui risiedono tante persone agiate e titolari di ingenti patrimoni. Ci sono molti ricchi e qualche super ricco, ma una cosa che viene spesso dimenticata e non viene fatto oggetto di servizi giornalistici o di inchieste approfondite \u00e8 il fatto che in questo luogo soprattutto si lavora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I residenti sono, come detto, quasi 37 mila distribuiti in poco pi\u00f9 di due chilometri quadrati, ma i salariati, cio\u00e8 quelli che prendono uno stipendio escludendo imprenditori e titolari di impresa, sono oltre 50 mila.<br \/>\nSi tratta soprattutto di pendolari, dalla Francia circa 36 mila e dall&#8217;Italia oltre 3 mila. Questa presenza cos\u00ec cospicua di persone in movimento giornaliero in un\u2019area di dimensioni cos\u00ec ridotte crea molti problemi di traffico, ma da Beausoleil, comune contiguo, ci si arriva anche a piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La penuria di spazio provoca l\u2019elevato costo delle case e degli uffici \u2013 da 20 mila a 50 mila euro al metro quadro \u2013 al pari di altri posti famosi nel mondo.<br \/>\nA Monaco ci sono circa 5 mila imprese di tutte le dimensioni: grandi, piccole, piccolissime e tante filiali di multinazionali.<br \/>\nCi sono aziende ad alto contenuto tecnologico, ma anche artigiani, fornai, venditori di frutta e verdura, pasticcieri, cioccolatai, sartine, muratori, imbianchini, meccanici e venditori ambulanti . Molti di questi sono italiani, cos\u00ec come italiane sono le pi\u00f9 importanti imprese di costruzioni.<br \/>\nCi\u00f2 che occorre sottolineare in un momento di generale crisi occupazionale \u00e8 che in questo paese praticamente non c&#8217;\u00e8 disoccupazione; vi sono tante opportunit\u00e0 per trovare impieghi qualificati e per avviare e acquisire attivit\u00e0 imprenditoriali. Gli stipendi, poi, sono pi\u00f9 elevati che in Italia e in Francia; non si pagano imposte personali sul reddito \u2013 a meno di non essere residenti di nazionalit\u00e0 francese \u2013 ma sono dovuti i contributi sociali che garantiranno adeguate e sicure pensioni.<br \/>\nIl Principato \u00e8 uno Stato sociale, ma non si pensi a Las Vegas, cio\u00e8 come la citt\u00e0 del gioco. Tutti i settori economici sono ben rappresentati ad esclusione naturalmente dell&#8217;agricoltura, anche se la cura dei giardini \u00e8 diffusa grazie alla presenza di ben 600 giardinieri che si occupano degli spazi verdi pari al 22% del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Uno sguardo al sistema economico<\/b><br \/>\nL&#8217;industria del gioco \u00e8 attualmente una parte insignificante del bilancio dello Stato: appena il 4% su un totale di circa un miliardo di euro di entrate fiscali annue. Le spese dello Stato sono pi\u00f9 o meno equivalenti e gli eventuali deficit sono colmati attingendo ad un fondo di riserva. Non esiste debito pubblico, ma un fondo accumulato nel tempo che \u00e8 un pilastro dell&#8217;economia del paese. Le entrate dello Stato sono garantite dalla TVA che \u00e8 equivalente a quella pagata in Francia, dalle imposte sulle imprese esportatrici: le aziende il cui fatturato all&#8217;estero eccede il 25% pagano una imposta sul reddito del 33%.<br \/>\nCi sono poi i proventi del gioco, le transazioni immobiliari, i monopoli ed altri introiti. Non vi sono imposte personali sul reddito e sulla propriet\u00e0. Per i redditi provenienti dall&#8217;Italia si pagano, invece, imposte allo Stato italiano cos\u00ec come accade per le pensioni.<br \/>\nIl giro d&#8217;affari dell&#8217;attivit\u00e0 economica del Principato \u00e8 di circa 15 miliardi di euro e il PIL \u00e8 di 4 miliardi e mezzo. Il Principato \u00e8, dunque, uno Stato prospero, che resiste alla crisi. L&#8217;industria manifatturiera, tuttavia, ha qualche difficolt\u00e0: gli operai calano mentre aumentano gli occupati nei servizi. Gli imprenditori lamentano il poco spazio fisico disponibile per eventuali ampliamenti e gli alti costi delle aree. Si parla da tempo di uno spazio \u201cfranco\u201d per le imprese monegasche in territorio italiano a Ventimiglia, ma al momento non vi \u00e8 nulla di concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Vivere nel Principato<\/b><br \/>\nMonaco \u00e8 un luogo di intensa attivit\u00e0 economica, inserita nell\u2019economia globale. Non \u00e8 un paradiso fiscale nel senso dispregiativo del termine ed infatti non corrisponde a nessuno dei criteri con i quali questi vengono definiti.<br \/>\nAssenza di fiscalit\u00e0. Il Principato vive su imposizioni fiscali come TVA (IVA) e la IBS (imposta sul reddito delle imprese) nonch\u00e9 sui diritti di registrazione sulle transazioni immobiliari.<br \/>\nAssenza di trasparenza. La Banca di Francia controlla il sistema bancario.<br \/>\nAssenza di scambio di informazione. Il Principato ha sottoscritto varie decine di accordi bilaterali e tanti altri sono in corso di negoziato fra cui quello con l&#8217;Italia.<br \/>\nAssenza di economia reale. L\u2019economia monegasca \u00e8 ben reale, come visto dai dati: il PIL \u00e8 di 4,9 miliardi di euro annui (dati 2013) e d\u00e0 lavoro a 50.792, di cui 46.600 nel settore privato e 4.192 nella funzione pubblica).<br \/>\nEsistono anche i Sindacati dei lavoratori e non sono mancati rari scioperi.<br \/>\nTutti gli stranieri ottengono la residenza dimostrando di usufruire di un alloggio, di propriet\u00e0 o in affitto, di avere mezzi di sussistenza e fedina penale pulita.<br \/>\nNel Principato vivono italiani pensionati benestanti ed altri che hanno fatto fortuna in paesi lontani e si stabiliscono a Monaco per essere vicini all&#8217;Italia evitando l&#8217;\u201cinferno fiscale e burocratico\u201d del loro amato paese di origine.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 solo vita mondana dovuta alla presenza di una corte e di ricorrenti avvenimenti sportivi ed agonistici. Vi \u00e8 una intensa vita culturale, mostre, spettacoli, concerti, presentazioni di libri, conferenze, seminari religiosi, incontri letterari. Importante \u00e8 l&#8217;Opera, per il Balletto vi \u00e8 una tradizione ai pi\u00f9 alti livelli.<br \/>\nGli italiani fanno parte integrante di questa vita, si frequentano fra di loro, ma frequentano pure gli immigrati di altre nazionalit\u00e0. Di solito parlano disinvoltamente francese e spesso pure inglese, ma coltivano e diffondono l&#8217;italiano; sono presenti alle manifestazioni culturali, numerose, promosse dall&#8217;Ambasciatore durante La Settimana della lingua italiana che qui diventa il Mese della Lingua e Cultura Italiana. Durante tutto l&#8217;anno, tuttavia, si hanno presentazioni di libri nei periodici \u201cincontri con l&#8217;autore\u201d promossi dalla giornalista Luisella Berrino di RadioMonteCarlo, emittente radiofonica in lingua italiana. Incontri letterari hanno pure luogo nel salone della Libreria e Biblioteca \u201cScripta Manent\u201d, di propriet\u00e0 di italiani che sono pure editori de l&#8217;Editoriale, periodico in lingua italiana per gli italiani di Monaco.<br \/>\nVi sono attivi e presenti il Comites, la Dante Alighieri e l&#8217;Accademia della cucina italiana. Il Comites, in particolare, organizza la grande festa degli italiani per Natale a cui partecipano migliaia di persone, italiani e di origine italiana, alla presenza dell&#8217;ambasciatore, del Principe e dell\u2019Arcivescovo. La Dante Alighieri propone conferenze, viaggi culturali in Italia, spettacoli e corsi di lingua italiana. L&#8217;Accademia Italiana della Cucina presenta, invece, cene di alto livello con prodotti italiani e viaggi nella cultura enogastronomica dell\u2019Italia. A questi eventi partecipano molti monegaschi, spesso il principe e le principesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Gli italiani ora ed allora<\/b><br \/>\nGli italiani sono 7.765, il 20% circa della popolazione residente. Tanti risultano gli iscritti all&#8217;A.I.R.E. alla fine del 2014: cifre ufficiali comunicate a chi redige queste note dall&#8217;Ambasciata Italiana. Gli iscritti nell&#8217;ultimo anno sono 572.<br \/>\nLa presenza degli italiani nel Principato \u00e8 sempre stata imponente e per lunghi decenni gli italiani sono stati la maggioranza relativa dei residenti. Quando Monaco nel 1860 venne ridotta ai confini attuali, gli abitanti, quasi tutti monegaschi, erano solo 1.200. Poi ci fu l&#8217;\u201cinvenzione\u201d di Monte-Carlo e da allora ebbe inizio uno straordinario sviluppo che fu soprattutto immobiliare grazie al grande successo di questa nuova meta turistica dove si combinavano gioco, cure termali, bagni, vacanze di lusso e \u201cglamour\u201d.<br \/>\nMonte-Carlo era stata fondata nel 1868, sulla collina rocciosa de \u201cLes Spelugues\u201d ed aveva preso questo nome da quello del Principe regnante di allora, Carlo.<br \/>\nFurono gli italiani a costruirla materialmente, pietra su pietra, mattone su mattone scavando nella roccia, estirpando le piante, curando i giardini. Italiani erano gli addetti ai servizi e lavoravano nelle case e negli alberghi. Provenivano dalle vicine regioni del Piemonte e della Liguria e proprio da questa regione veniva Ludovico Pastor, muratore capomastro, nel 1880 per cercare fortuna con la moglie e figli.<br \/>\nUn incidente stronc\u00f2 la vita di Ludovico e la moglie per tirare avanti cerc\u00f2 lavoro come domestica mentre il figlio Jean-Baptiste divenne muratore a soli tredici anni.<br \/>\nFu l&#8217;inizio di una grande epopea imprenditoriale; i Pastor contribuirono in maniera massiccia allo sviluppo del Principato; costruirono, tra le tante opere, la Cattedrale e il Museo Oceanografico; oggi la famiglia Pastor \u00e8 la pi\u00f9 importante di Monaco, per ricchezza e posizione sociale, dopo quella del Principe.<br \/>\nLa popolazione crebbe in fretta provenendo, oltre che dall&#8217;Italia, da luoghi vicini come la Provenza, le Alpi, Nizza e dintorni.<br \/>\nGli abitanti erano 3.443 nel 1868, 15.500 a fine secolo e alla vigilia del primo conflitto mondiale quasi 20.000. Nel 1913 Monte-Carlo era all&#8217;apogeo della sua fortuna: turisti e villeggianti, ignari di quello che sarebbe successo nell&#8217;anno successivo, si godevano la vita . La \u201cBelle Epoque\u201d lanciava i suoi ultimi bagliori.<br \/>\nLa popolazione era allora come adesso cosmopolita: monegaschi (1.568), francesi (8.497), italiani (9.688, il 47% di tutta la popolazione), tedeschi (769), austriaci (358) e inglesi (572).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante gli anni della grande guerra la popolazione residente si ridusse, ma la proporzione degli italiani rispetto al totale della popolazione rimase pi\u00f9 o meno la stessa. Fra le due guerre aumentarono i britannici e poi, durante e a seguito della Seconda guerra mondiale, gli italiani calarono di molto: nel 1946, su una popolazione di 19 mila residenti, gli italiani erano poco pi\u00f9 di 5 mila, i francesi 10.500 e i monegaschi quasi 2 mila.<br \/>\nDurante la Seconda guerra mondiale il Principato si trov\u00f2 in una situazione molto complessa a causa della sua neutralit\u00e0 formalmente rispettata, ma sottoposta a fortissime pressioni prima da parte dell&#8217;Etat Fran\u00e7ais, lo Stato di P\u00e9tain, che aveva sostituito la Repubblica che collaborava con i servizi segreti tedeschi. Poi ci fu l&#8217;occupazione italiana, dal novembre 1942 al settembre 1943, quando furono sostituiti dai tedeschi. Gli italiani, in quel periodo, che occupavano anche la Costa Azzurra, si distinsero perch\u00e9 cercarono di salvare gli ebrei dalle persecuzioni naziste e fecero in modo che a Monaco e in quel brandello di Francia ci fosse l&#8217;unico spazio dell&#8217;Europa occupata dai nazisti in cui gli ebrei ed altri perseguitati potessero trovare rifugio.<br \/>\nLa storiografia in lingua francese documenta questi fatti ed una lapide nel cimitero di Monaco, in memoria delle vittime del nazismo, ricorda come durante l&#8217;occupazione italiana nessun ebreo fu deportato.<br \/>\nLe cronache ricordano un certo padre Arici, parroco presso la cappella del Sacro Cuore, che mise un grande impegno nel salvare vite umane organizzando false conversioni al cattolicesimo.<br \/>\nDomenica primo febbraio 2015 \u00e8 uscito nell&#8217;edizione di Monaco di Nice-Matin, il quotidiano della Costa-Azzurra, una rievocazione storica dei tragici anni 1939\/1945. L&#8217;occupazione italiana viene ricordata cosi come viene confermata la volont\u00e0 degli italiani di contrastare la persecuzione degli ebrei da parte dell&#8217;esercito nazista. Il quotidiano riporta pure una frase del generale Capo d&#8217;Armata italiano, Ugo Cavallero, a quei tempi in Francia: \u00abLe violenze contro gli ebrei non sono compatibili con l&#8217;onore dell&#8217;esercito italiano\u00bb.<br \/>\nCome \u00e8 facile immaginare i fatti bellici e post-bellici ridimensionarono il numero degli italiani a Monaco che comunque si attestarono, pi\u00f9 o meno, sul 20% della popolazione residente, percentuale uguale a quella di oggi: oltre 7 mila persone su quasi 40 mila.<br \/>\nDal 1946 in poi i francesi sono maggioritari e per molto tempo hanno costituito oltre il 50% dei residenti senza contare i &#8220;pendolari&#8221;.<br \/>\nNel tempo si \u00e8 compiuta la mutazione &#8220;genetica&#8221; degli italiani di Monaco, non pi\u00f9 lavoratori di vari livelli che costituivano gli strati inferiori della societ\u00e0 monegasca, ma ceto medio allargato in alto e in basso. Nel campo delle costruzioni non pi\u00f9 solo muratori, capomastri e imbianchini, ma titolari di aziende, ingegneri, architetti, promotori immobiliari.<br \/>\nSi ricorda, a tal proposito, che la Principessa Carolina, sorella maggiore dell&#8217;attuale principe sovrano, \u00e8 stata sposata, con Stefano Casiraghi, fino alla sua morte prematura nel corso di un incidente nautico (ottobre 1990). I Casiraghi sono una famiglia di costruttori originari della provincia di Como, tuttora operanti nel Principato ed altrove tramite la ENGECO (Entreprise G\u00e9n\u00e9rale de Construction).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 degli italiani si estendono in tutti i settori: essi possiedono bar, ristoranti, caff\u00e8 e negozi di ogni tipo; si trovano in societ\u00e0 di intermediazione, in agenzie immobiliari. Sono broker importanti ed assicuratori, banchieri e bancari, quadri a tutti i livelli nel settore alberghiero .<br \/>\nNel 2003 su iniziativa di un gruppo di uomini d&#8217;affari, con l&#8217;aiuto e l&#8217;assistenza del consolato italiano (poi divenuta ambasciata) viene fondata l&#8217;Associazione Italiana degli Imprenditori Italiani del Principato di Monaco. Gli iscritti sono circa 200 e accoglie anche alcune aziende e personalit\u00e0 italiane che non sono stabilite nel Principato, ma che vogliono esservi comunque rappresentate. Gli imprenditori italiani si ritiene siano circa un migliaio, non esiste un calcolo preciso perch\u00e9 a Monaco le aziende non sono naturalmente censite per nazionalit\u00e0, e sono pure largamente rappresentati nella locale \u201cConfindustria\u201d (Federation des entreprises mon\u00e9gasques). Le imprese iscritte al registro del commercio sono 4.497 e l&#8217;apporto delle attivit\u00e0 riferibili a italiani o a capitale italiano \u00e8 stimato quasi un terzo del PIL prodotto annualmente nel Principato. Il PIL del 2013, riferisce la stessa fonte, \u00e8 di 4,94 miliardi, 64.082 euro pro-capite.<br \/>\nTante sono le realt\u00e0 significative italiane nell\u2019economia monegasca; ne ricordiamo qualcuna senza avere la pretesa di essere esaustivi. Abbiamo gi\u00e0 accennato ai Pastor, naturalmente ora non pi\u00f9 italiani, ma naturalizzati monegaschi da tempo. Tra le pi\u00f9 importanti aziende di costruzioni a Monaco merita una segnalazione il gruppo Marzocco.<br \/>\nI Marzocco sono una famiglia numerosa operante fin dagli anni Ottanta ed, al momento, stando portando a termine la loro opera pi\u00f9 prestigiosa: la Tour Odeon. Struttura imponente ed armoniosa, gi\u00e0 si intravede da lontano quando si prende la bretella che dall&#8217;autostrada (A 8 autoroute de l&#8217;Esterel)porta a Monte-Carlo. Alta 170 metri, la torre sar\u00e0 la costruzione pi\u00f9 elevata della Costa Azzurra e sovraster\u00e0 tutto il Principato.<br \/>\nAltro settore dove la presenza italiana \u00e8 imponente \u00e8 quella dei cosiddetti \u201cmestieri del mare\u201d: cantieristica, gestione e manutenzione di navi ed imbarcazioni varie, crociere, brokeraggio, assicurazioni marittime, ecc. L&#8217;organizzazione imprenditoriale che raggruppa le imprese di questo settore \u2013 Chambre monegasque du Shipping de Monaco \u2013 \u00e8 composta in gran parte da italiani e da loro diretta. Segnaliamo, a tal proposito, un&#8217;azienda di Monaco un po&#8217; speciale la ES-KO International diretta dall&#8217;italiano Franco Zanotti. L&#8217;impresa opera in tutto il mondo e si occupa di fornire logistica, servizi, assistenza, materiale speciale e sanitario, catering ad organizzazioni che operano in situazioni disagiate ed isolate.<br \/>\nNel Principato ci sono tante banche, le pi\u00f9 importanti nel mondo, oltre quaranta sportelli. Fino a venti anni fa la presenza italiana era rilevante anche in questo settore; in seguito, le grandi banche italiane si sono ritirate. \u00c8 arrivata per ultima, ed \u00e8 ben presente ancora, la Banca Popolare di Sondrio. Mediobanca \u00e8 l&#8217;azionista della Compagnie Monegasque de Banque, storico istituto di credito monegasco.<br \/>\nNelle Banche di Monaco vi \u00e8 personale italiano a tutti i livelli, dal consigliere delegato all&#8217;addetto al ricevimento.<br \/>\nCi sono pure tre farmacie (su diciassette in tutto) di propriet\u00e0 e gestite da italiani. La Pharmacie de Fontvieille \u00e8 la pi\u00f9 grande del Principato e forse di tutta la Costa Azzurra; essa impiega circa 40 persone e il suo proprietario e direttore \u00e8 Antonio Sillari, italiano di Reggio Emilia.<br \/>\nNon sono tuttavia questi i settori di diffusa presenza degli italiani: \u00e8 la ristorazione dove si sono affermati in maniera preponderante.<br \/>\nAll&#8217;ufficio turistico di Monaco sono disponibili ad uso dei visitatori alcune guide. In una di queste sono descritti i ristoranti classificati tali secondo alcuni criteri di carattere generale. Sono in tutto 108 i locali segnalati; una quarantina circa ha una impronta ed un nome decisamente italiano.<br \/>\nLa cucina di tutto il principato \u00e8 decisamente italianizzata anche se dichiarata mediterranea. Fa eccezione qualche ristorante asiatico-orientale. Il nome non \u00e8 sempre sinonimo di italianit\u00e0 in quanto ci sono ristoranti dal nome italiano che italiani non sono, oppure denominazioni di assonanza anglo-sassone con un\u2019ambientazione di trattoria. Il fatturato e l&#8217;importanza dell&#8217;industria della ristorazione \u00e8 imponente nel Principato; turisti di passaggio, congressisti, lavoratori frontalieri, colazioni di lavoro e d&#8217;affari, formano un mercato di dimensioni imponenti rispetto ai due chilometri quadrati di superficie del Principato. La grande cucina francese negli alberghi di lusso \u00e8 al meglio: a Monte-Carlo sono presenti due dei mostri sacri di questa tradizione: Alain Ducasse e Jo\u00ebl Robuchon con le loro tavole stellate.<br \/>\nL&#8217;appuntamento gastronomico pi\u00f9 importante del Principato \u00e8 quello al \u201cCaf\u00e9 de Paris\u201d, che nel 2015 compir\u00e0 i 150 di esistenza. Si trovava allora, come oggi, accanto al Casino, umile bistrot, ora Brasserie di alto livello, molte volta restaurata, ma che tuttora conserva il fascino della \u201cBelle Epoque\u201d. Vengono serviti mille coperti al giorno, ma nei periodi di punta con prime colazioni, aperitivi, caff\u00e8 in terrazza, spuntini vari, transitano fino a 5 mila persone al giorno. Dirige questo imponente complesso da venti anni un italiano, Stefano Brancato, siciliano di Giarre, a capo di 100 persone in sala, 40 in cucina, 240 in piena stagione.<br \/>\nPoi ci sono i tanti italiani, con il padrone in sala e un familiare in cucina. Questo non impedisce ad alcuni di sviluppare, in un territorio cos\u00ec ridotto, piccole catene di ristoranti prestigiosi e specializzati. Tra questi si menzionano di seguito alcuni casi felici.<br \/>\nRiccardo Giraudi, italiano nato a Genova nel 1975, possiede tramite una societ\u00e0 (Monaco Restaurant Group), i ristoranti Avenue 31, le Beefbar, le Bouchon, il Mozza, la Sali\u00e8re. Recentemente si \u00e8 aggiunto alla lista un prestigioso locale con cucina cinese di alto livello, SONG QI. La famiglia Giraudi ha, inoltre, altri interessi in campo agro-alimentare e nell&#8217;importazione e distribuzione di carni.<br \/>\nLuigi Forciniti, detto Gigi, laureato in legge a Roma, ha creato il primo ristorante nel 1996: il Planet Pasta. Altri locali sono seguiti fino al prestigioso Zelo&#8217;s al Grimaldi Forum. Alle sue dipendenze ci sono tra le 80 e le 100 persone.<br \/>\nMassimo La Guardia era tenore a Firenze. Arrivato a Monte-Carlo circa venti anni fa ha aperto con il figlio la Vecchia Firenze. Canta ancora gratuitamente alla festa nazionale e in chiesa, alla Messa degli italiani. Attualmente \u00e8 a capo di una catena di sette ristoranti, fra cui il Sans Souci, ligure-piemontese e il Pulcinella, napoletano.<br \/>\nL&#8217;italiano pi\u00f9 autorevole fra i residenti \u00e8 stato, comunque, Michele Ferrero, \u201cle papa du Nutella\u201d come lo chiamava la stampa francese, venuto a mancare il 14 febbraio 2015 all&#8217;ospedale Princesse Grace di Monaco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Scuole ed istruzione<\/b><br \/>\nIl sistema scolastico \u00e8 molto simile a quello francese e ad esso modellato. Tuttavia vi \u00e8 un impegno notevole per lo studio delle lingue, della storia e delle istituzioni monegasche. Fin dalle prime classi si studia il monegasco. Il sistema scolastico e formativo, prevede l\u2019insegnamento precoce dell&#8217;inglese ed altre due lingue straniere, fra le quali di solito vi \u00e8 l&#8217;Italiano. Per gli alunni di lingua materna non francese sono previsti corsi integrativi per il loro rapido inserimento nelle classi normali.<br \/>\nIl monegasco \u00e8 la lingua degli avi, la lingua parlata da tutti fino all&#8217;avvento dell&#8217;alfabetizzazione di massa a cavallo fra Otto e Novecento. Si tratta di un idioma di origine ligure parlato fin dai primi insediamenti e conservato fino ad oggi. Ridotto a dialetto e minacciato di estinzione, negli anni Venti del Novecento ha inizio un processo di recupero grazie all&#8217;opera di alcuni intellettuali fra cui Louis Notari (1879-1961), ingegnere ed architetto, ma anche poeta in lingua monegasca.<br \/>\nDagli anni Settanta il monegasco \u00e8 stato introdotto a scuola come materia obbligatoria. Da dialetto ha quindi assunto il rango di lingua nazionale e da allora sono uscite pubblicazioni, libri, dizionari e grammatiche. Appare oggi nella segnaletica stradale nella citta vecchia e, agli ingressi del Principato, al confine, si legge, oltre la scritta Principaut\u00e9 de Monaco, quella in lingua nazionale Principatu de Muneg\u00f9.<br \/>\nFrequentano le scuole monegasche dalle elementari ai vari licei circa 6 mila alunni,, il 13% dei quali sono italiani ( IMMSEE Statistics) Vi \u00e8 pure un istituto universitario \u2013 The International University of Monaco \u2013 una business school privata di tipo anglosassone che rilascia diplomi tipo Bachelor e Master.<\/p>\n<p><b>Conclusione<\/b><br \/>\nLa migliore conclusione a questa breve presentazione degli italiani di Monaco \u00e8 la notizia del 02 marzo: l&#8217;accordo che \u00e8 stato firmato con il Principato, analogamente con quanto fatto con la SVIZZERA e il Lichtenstein, relativo allo scambio di informazioni fiscali. voluta dalla parte pi\u00f9 consapevole degli imprenditori italiani. Questo accordo potr\u00e0 portare ad una pi\u00f9 proficua collaborazione economica.<br \/>\nIL PRINCIPATO DI MONACO NON \u00c8 PI\u00d9 NELLA BLACK LIST.<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA &amp; FONTI :<\/p>\n<p>IMSEE Statistics. Pubblicazione periodica dell&#8217;ufficio statistico del principato. Disponibile in rete<br \/>\nwww.imsee.mc<br \/>\nThomas Fouilleron<\/p>\n<p>Histoire de Monaco-Manuel pour l&#8217;enseignement secondaire.<br \/>\nDirection de l&#8217;Education Nationale<br \/>\nMonaco 2010<\/p>\n<p>A pag 308 c&#8217;\u00e8 il riferimento al padre gesuita Arici.<\/p>\n<p>Pierre Abramovici, Un Rocher bien occup\u00e9, Seuil 2001<\/p>\n<p>Autori vari, Monaco sous les barbel\u00e9s, Nouvelle Edition 1990<br \/>\nEdit\u00e9 par Beate et Serge Klarsfeld<\/p>\n<p>Marie Anne Matard-Bonucci, L&#8217;Italie fasciste et la persecutions des Juifs. Les Grands Livres du Mois<br \/>\nPerrin 2007.<br \/>\n(In questo libro di gande valore storiografico,il capitolo \u201cla zone refuge italienne en France\u201d si trova a pagina 397: il rifugio era per gli ebrei).<\/p>\n<p>Mauro Marabini, Guida del Principato di Monaco per gli Italiani, Edizioni Il Fenicottero 1998<\/p>\n<p>Francis Rosset, Ballets a Monte-Carlo, Liamar Editions. Monaco 2014<\/p>\n<p>L&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia nel Principato di Monaco, LiberFaber@ 2014<br \/>\npubblicazione disponibile in versione elettronica su www.liberfaber.com<\/p>\n\t<div class=\"quickshare-container\">\r\n\t<ul class=\"quickshare-text qs-genericons quickshare-small\">\r\n\t\t<li class=\"quickshare-share\">Condividi :<\/li> \r\n\t\t<li><a href=\"https:\/\/facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgli-italiani-e-il-principato-di-monacomiti-e-realta-di-una-storia-ignorata%2F&amp;t=Gli+italiani+e+il+Principato+di+Monaco%3Amiti+e+realt%C3%A0+di+una+storia+ignorata+<+Ventimigliablog\" target=\"_blank\" title=\"Share on Facebook\"><span class=\"quickshare-facebook\">Facebook<\/span><\/a><\/li>\t\t<li><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgli-italiani-e-il-principato-di-monacomiti-e-realta-di-una-storia-ignorata%2F&amp;text=Gli+italiani+e+il+Principato+di+Monaco%3Amiti+e+realt%C3%A0+di+una+storia+ignorata+<+Ventimigliablog\" target=\"_blank\" title=\"Share on Twitter\"><span class=\"quickshare-twitter\">Twitter<\/span><\/a><\/li>\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"https:\/\/plus.google.com\/share?url=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgli-italiani-e-il-principato-di-monacomiti-e-realta-di-una-storia-ignorata%2F\" target=\"_blank\" title=\"Share on Google+\"><span class=\"quickshare-googleplus\">Google+<\/span><\/a><\/li>\t\t\t\t\t\t\t\t<li><a href=\"mailto:?subject=Ventimigliablog:+Gli+italiani+e+il+Principato+di+Monaco%3Amiti+e+realt%C3%A0+di+una+storia+ignorata&amp;body=https%3A%2F%2Fwww.ventimigliablog.it%2Fblog%2Fgli-italiani-e-il-principato-di-monacomiti-e-realta-di-una-storia-ignorata%2F\" target=\"_blank\" title=\"Share via Email\"><span class=\"quickshare-email\">Email<\/span><\/a><\/li>\t<\/ul>\r\n\t<\/div>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questo testo\u00a0di Mauro Marabini, imprenditore ed editore italiano,\u00a0pubblicato nel Rapporto &#8220;Italiani nel Mondo 2015&#8221;, il\u00a014 dicembre 2015. Segnaliamo inoltre la notevole bibliografia posta a pie&#8217; pagina in conclusione del testo pubblicato. Buona lettura . Lo &hellip; <a href=\"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/gli-italiani-e-il-principato-di-monacomiti-e-realta-di-una-storia-ignorata\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[9,1,10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5254"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5254"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5254\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ventimigliablog.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}