Elezioni politiche 2013, chi dovremo andare a votare?

In Febbraio si svolgeranno le elezioni politiche 2013, le campagne elettorali ci tirano per la manica della camicia (chi ancora può permettersela) un pò a destra un pò a sinistra. In questo periodo la domanda è diventata d’obbligo, chi dovremo andare a votare, cosa  occorre scegliere per risollevare l’Italia? E risollevare noi stessi?

Un imprenditore edile mi ha detto, io costruisco case, per diverse categorie di persone:

1) coloro che non hanno una casa di proprietà e non hanno un fondo di riparmio, dovrebbero accedere ad un mutuo; in questo momento le banche non sono così favorevoli e comunque i padri di famiglia non si sentirebbero sereni nell’accendere un mutuo oggi,  perchè la loro priorità è garantire alla propria famiglia i beni primari quotidiani, quindi per queste persone non lavoro.

2) coloro che hanno un gruzzoletto da parte e una casa di proprietà,  costruita con sacrificio o ereditata,  potrebbero ristrutturare, potrebbero costruire per i propri figli, ma non lo faranno perchè hanno paura di dover usare quel gruzzoletto per sopravvivere nel futuro prossimo, in quanto le prospettive per uscire da questa recessione non assicurano nessuna tempistica,  non lo faranno perchè costa già troppo mantenere la prima casa figurarsi il pensiero della seconda, quindi per queste persone non lavoro.

3) coloro che hanno un buon fondo risparmio, potrebbero pensare di costruire o ristrutturare, ma non  hanno ben capito la questione del redditometro, quindi hanno paura, si documentano tentano di capire cosa vuol dire calcolo sulle medie Istat, ma alla fine per non saper nè leggere nè scrivere evitano di correre rischi e preferiscono stare fermi ed aspettare,  quindi  per queste persone non lavoro.

4) coloro che hanno le seconde case in Riviera ( milanesi, torinesi…..),  tutti impegnati nelle aziende del Nord che stanno chiudendo; quindi hanno paura,  non possono più permettersi di fare trasferte con la frequenza di prima, di conseguenza non hanno nessun interesse a ristrutturare neanche il più piccolo dei bagni, quindi per queste persone non lavoro.

5) gli enti pubblici,  potrei fare manutenzioni, ristrutturazioni ai locali pubblici, ma in questo momento non hanno soldi, fanno il minimo indispensabile e poi  dovrei pagare dipendenti, fornitori, tasse, e non saprei quando riuscirei  ad incassare il dovuto, quindi per questi non lavoro.

QUINDI NEL 2013 PER CHI LAVORERO’? Credo proprio che se riuscirò a concludere tutti i rapporti con le banche al 31/12/13 chiuderò l’azienda, mio figlio cosa farà?  Ha sempre lavorato nell’azienda di famiglia! I miei dipendenti dove andranno?  Sono anni che lavorano con me!

Questo è il pensiero di un imprenditore edile, ma non è differente da quello delle altre categorie di imprenditori, servizi (idraulici, elettricisti, giardinieri), turismo (bar, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari) ovunque il punto è sempre lo stesso gli italiani non hanno soldi, se qualcuno ha qualche risparmio se lo tiene ben stretto, nessuno spende se non per estrema necessità.

Più aziende, imprese (anche piccole) chiuderanno,  più persone rimarranno senza lavoro,  più persone senza lavoro meno spese, quindi altre aziende che chiuderanno….. insomma so che non abbiamo scoperto l’acqua calda, ma cosa dobbiamo scegliere per la tanto ambita e ripresa ?

In bocca al lupo a questa cara Italia!

live311212

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