Ma esistono davvero le Toghe rosse? I Magistrati in politica, è opportuno? E’ sempre garantito l’esercizio imparziale delle funzioni istituzionali dei magistrati? Alcuni spunti di riflessione.

Ci segnalano alcuni articoli che riguardano l’attività di alcuni magistrati e della magistratura. Evitiamo ogni commento e ci limitiamo a riportare quanto scritto da autorevoli testate giornalistiche.  Crediamo che non si possono azzardare troppo facilmente delle conclusioni e riteniamo utile e doveroso il rispetto per la Magistratura e le Istituzioni tutte. Attenzione a dare giudizi troppo frettolosi o a generalizzare. Questo vale naturalmente per i magistrati e per i cittadini comuni. Tutti hanno diritto di fare carriera, con sano arrivismo, o di lavorare sodo pensando più agli altri e meno a se stessi o di dissentire energicamente o di obbedire passivamente. Libera scelta. Siamo in democrazia ed in un paese di diritto, anche se spesso dobbiamo pagarne il prezzo.

1. Una donna alla guida di Magistratura democratica: il Consiglio nazionale della corrente di sinistra delle toghe ha infatti eletto segretario Anna Canepa, sostituto alla procura nazionale antimafia e attualmente vice presidente dell’Associazione nazionale magistrati (fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/03/02/AP7A2OtE-democratica_canepa_magistratura.shtml). L’argomento è stato molto sentito a Ventimiglia, città natale del Magistrato, con alcuni disappunti, chissà perché e su quali basi, sull’appartenenza alla corrente di sinistra.

2. Sui magistrati in politica distaccati ad incarichi amministrativi presso pubbliche amministrazioni ”si impone una nuova e piu’ rigorosa disciplina, tale da garantire al massimo grado l’esercizio imparziale delle funzioni istituzionali dei magistrati”. Lo afferma il presidente del Consiglio di Stato, Giorgio Giovannini, nel corso della cerimonia del suo insediamento alla guida di Palazzo Spada e di inaugurazione dell’anno giudiziario 2013 (fonte: http://www.asca.it/news-Consiglio_Stato__Giovannini__riformare_disciplina_magistrati_in_politica-1254307-POL.html). Pare un buon inizio, speriamo che segua qualcosa di concreto.

3. Ingroia-de Magistris, magistrati in guerra. L’ex pm di Palermo: le nostre strade si separano. Il candidato premier di Rivoluzione civile rompe con il sindaco e lancia accuse (fonte: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/03/05/news/ingroia-de_magistris_magistrati_in_guerra_l_ex_pm_di_palermo_le_nostre_strade_si_separano-53953532/). Di Pietro che fine ha fatto?

4. Robert Schulmers, il magistrato che osò sfidare il potere di Durnwalder:  L’indagine della Corte dei Conti sulle spese allegre della Provincia autonoma di Bolzano, le interferenze di Roma e la reazione del procuratore del Trentino Alto Adige, che va avanti per la sua strada e denuncia le pressioni subite dal Colle (fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/06/robert-schulmers-magistrato-che-oso-sfidare-regno-di-durnwalder/521980/). Da qualunque parte stia la verità, non pare una bella storia.

5. Le mani della magistratura sul consenso elettorale, di Alessandro Conte. L’autore pone in rilievo una pesante affermazione a seguito dell’indagine aperta dalla Procura di Napoli (caso De Gregorio) a carico di Silvio Berlusconi per corruzione e finanziamento illecito ai partiti: “Il fronte comune che ha compattato Ingroia, De Magistris e Di Pietro, ha forse rappresentato la volontà di dare slancio politico a Magistratura Democratica, la corrente di sinistra all’interno della magistratura nata nel 1964.” (fonte: http://www.dirittodicritica.com/2013/03/05/inchieste-elezioni-grillo-46947/). Si consiglia la lettura di tutto l’articolo, in quanto la frase sopra estrapolata non rende merito al ragionamento dell’autore, abbastanza bipartisan, seppure opinabile.

6. Il caposcuola delle toghe rosse attacca i giudici che «cercano l’applauso del pubblico».  Infatti, nota Ferrajoli in merito allo scontro tra politica e magistratura seguito a Mani pulite, «la difesa incondizionata della giurisdizione ha finito per generare (…), anche, purtroppo, tra molti giudici, la concezione del potere giudiziario come potere buono e salvifico», spesso facendo «trascurare, o peggio avallare prassi giudiziarie illiberali e antigarantiste, in contrasto con quella stessa legalità che esse pretendono di difendere».  (Fonte: http://www.tempi.it/il-caposcuola-delle-toghe-rosse-attacca-i-giudici-che-cercano-lapplauso-del-pubblico).

7 febbraio 2013 – Ventimigliablog

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