Monaco, isola artificiale e G5: il Principato è già nel futuro

MONTECARLO

Un’isola artificiale “griffata” Renzo Piano e la copertura della tecnologia G5. Con queste due iniziative, entrambe al via nell’estate appena conclusa, il Principato di Monaco è già entrato nel futuro.

Due iniziative di grande spessore, destinate a fare del piccolo stato di Alberto II (cittadino onorario di Ventimiglia) una guida sia sul campo delle infrastrutture che della tecnologia. Certo, fare un paragone tra la nostra città e Monaco è improprio (quello è uno Stato, il nostro un Comune e quanto alla capacità finanziaria c’è un abisso), detto ciò però qualche idea potrebbe anche aguzzare l’ingegno,

Intanto, grazie al progetto firmato dall’archistar genovese ed ai lavori avviati lo scorso fine luglio, entro il 2025 il Principato dei Grimaldi, sulla scia di Dubai, avrà un nuovo quartiere costruito in mare.  Questo in virtù di una grande camera stagna (“cassone”) posta come base dell’isola artificiale che aumenterà le dimensioni del principato del 3%. Il nuovo quartiere galleggiante includerà 120 appartamenti di lusso, 10 ville enormi, una passeggiata sul mare che si estenderà da MonteCarlo e un porto ispirato a Portofino.

E’ questa la risposta scelta dal sovrano monegasco per dare unefficace risposta alla crisi abitativa di lusso del paradiso fiscale che non ha abbastanza terra per i 2700 miliardari che si prevede si stabiliranno nel prossimo decennio nel Principato. Il nuovo quartiere galleggiante che nascerà in mare, esteso per sei ettari, sarà attento allo sviluppo sostenibile e alla protezione ambientale. A realizzarlo, dopo la gara d’appalto promossa, sarà il gruppo Bouygues Travaux Publics che include imprese monegasche, come J.-B. Pastor & Fils e i famosi studi di architettura Valode & Pistre, Renzo Piano e Alexandre Giraldi.

Isola, ma non solo: Monaco sarà il primo paese al mondo ad essere coperto dalla tecnologia 5G. Presentato nel corso del Montecarlo Yacht Show appena conclusosi, il progetto vede Monaco affiancata da Telecom e dal colosso cinese Huawei per un investimento che sfiora i tre milioni di euro. Con gli smartphone di nuova generazione, questa nuova tecnologia consentirà una velocità decuplicata.

4 ottobre 2018- LA REDAZIONE-

Lascia un commento