Quante frittate (fatte bene) si possono fare con un solo uovo? Una, una per ogni uovo; una per volta, ma non sono tutte ugualmente “buone”.

Di recente è stato scritto un post (http://www.beveraedintorni.com/index.php/lettere-deliranti/4042-quante-frittate-si-possono-fare-con-un-solo-uovo.html) nel qual si commentava la decisione del Tribunale di Sanremo di dichiarare il non luogo a procedere per l’ex sindaco di Bordighera ed alcuni suoi ex assessori, in merito alla richiesta di non rendere possibile la loro candidatura.

In parole povere, il Tribunale di Sanremo, nella sua composizione collegiale (composta da tre giudici), ha sentenziato che gli ex amministratori di Bordighera potevano benissimo candidarsi alle prossime elezioni, se da loro voluto. Dal predetto post sembrava quasi ci fosse stato un “Un passo avanti ed un passo indietro”, quasi a delineare uno stato di incertezza se non di confusione nelle decisioni ufficialmente assunte da diversi organi dello Stato. La stessa sensazione veniva rappresentate con la frase: “L’Italia di fogli di carta che annullano altri costosi e preziosi fogli di carta, o ancora “Leggi ed affidati ad una cartomante per comprendere se alla fine qualcuno riuscirà ad incollare i pezzi”.

Uno stato di delusione rimarcato da parte dell’autore del predetto post perché non è andata a finire, a Bordighera, come lui desiderava! E’ più che comprensibile,  capisco che si possa rimane male e confusi quando si è certi di una conclusione che poi non si verifica, anzi viene ufficialmente e formalmente accertato il contrario. Questo deve però essere considerato un sentimento personale e non deve essere esternato in senso dubitativo, se non fazioso, quasi come fanno i bambini che sicuri di vincere una partita, dopo averla persa, dicono “questa non vale”, rifacciamo tutto oppure anche se riconoscono la vittoria dell’altra parte, proprio perché non ne possono fare a meno,  accusano l’avversario di aver barato i dicono la prossima volta vedrai.

Le cose stanno diversamente, la frittata, che piaccia o no, è stata fatta male prima, quando è stato sciolto il Consiglio comunale di Bordighera e infatti il Consiglio di Stato, massimo organo della giurisdizione amministrativa, ha riconosciuto che non vi erano le motivazioni per sciogliere, ed ha annullato i provvedimenti del Ministero dell’interno e, conseguentemente , del Presidente delle Repubblica. La Prefettura ha voluto ancora contestare e nei primi giorni di aprile il Consiglio di Stato si esprimerà nuovamente.

Con ciò non vuol dire che si era fatto un passo avanti con lo scioglimento e poi un passo indietro con la sentenza di annullamento. Tutti i fogli di carta sono stati costosi e preziosi, ma quello emesso da un collegio giudicante che ha sentito entrambi le campane, e non una sola, è ancora più prezioso e meritevole.

Si voleva poi impedire agli ex amministratori di Bordighera di candidarsi ed il Tribunale ha detto che invece possono, se vogliono , candidarsi alle prossime elezioni.

E’ deve essere considerata come “buona” la sentenza del Consiglio di Stato e del Tribunale non perché le loro decisioni piacciono di più a chi scrive oggi, ma perché sono le uniche – attualmente – emesse dopo che vi è stato un confronto, un contraddittorio, tra le due parti in causa, davanti a giudici terzi, imparziali (fermo restando che esistono anche gli errori giudiziari).

Semmai, dovrebbero sempre considerarsi, a priori, almeno opinabili le decisioni assunte da chicchessia (nel caso di specie Ministero dell’interno o Procura della Repubblica) senza alcuna possibilità di difesa preventiva, senza aver sentito le ragioni contrarie della parte accusata. Ma di questo ne è pienamente consapevole sia il Ministero che la Procura, chi non vuole capirlo sono invece le persone faziose, giustizialiste e forcaiole.

Potrebbe sembrare superfluo dirlo ma i Pubblici ministeri rappresentano l’accusa, e nel nostro Paese dove l’azione penale è obbligatoria, essi se vengono a conoscenza di un ipotesi di reato (magari basato su prove di cui non si è ancora dimostrata la fondatezza) essi devono indagare e devono procedere sino a quando l’altra parte, messa nelle condizioni di difendersi, non dimostri il contrario: solo un giudice terzo ed imparziale, poi, decide chi ha ragione o torto. Non può essere condannato un fatto o una persona sulla base di ciò che dice l’accusa. Occorre aspettare una sentenza definitiva ed essere garantisti.

Nel caso di Bordighera il Consiglio di Stato è stato molto chiaro (http://www.ventimigliablog.it/blog/?p=766) e non è comprensibile chi ha detto “questa partita non vale”, non ne teniamo conto. Né si può dire ma l’ex sindaco di Bordighera è indagato per un altro motivo e quindi deve essere considerato “cattivo”. Diamogli la possibilità di chiarire e aspettiamo la decisione definitiva anche di questa sua ultima vicenda. Sono convinto che chiarirà tutto. Nel frattempo il Tribunale di Sanremo ha detto che è un uomo candidabile, se vuole fare ancora politica è una sua libera scelta. Però sono passati tre anni.

Vedremo anche cosa succederà per Ventimiglia.

Sia altrettanto chiaro che difendersi dalle accuse ricevute non vuol dire delegittimare l’attività investigativa (http://www.ventimigliablog.it/blog/?p=654); gli inquirenti fanno il loro lavoro. E di criminali ce ne sono tanti a Bordighera a Ventimiglia, in Liguria ed in tutta l’Italia, ma devono essere le sentenze passate in giudicato a dirlo, non i blogger o i giornali.

14 marzo 2013 –   Marco Prestileo

 

Lascia un commento